Sono solo uno, ma sono uno

novembre 8, 2010

“Sono solo uno, ma sono uno. Non posso fare tutto ma posso fare qualcosa. E non lascerò che quello che non posso fare interferisca con quello che posso fare”.

“I am only one,
But still I am one.
I cannot do everything,
But still I can do something;
And because I cannot do everything
I will not refuse to do the something that I can do.”
–  Edward Everett Hale

 


cerca di essere felice

dicembre 30, 2009
“Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Finchè è possibile senza doverti abbassare, SII IN BUONI RAPPORTI CON TUTTE LE PERSONE. Dì la verità con calma e chiarezza e ASCOLTA GLI ALTRI, anche i noiosi e gli ignoranti: anche loro hanno una storia da raccontare. Evita le persone volgari ed oppressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri corri il rischio di far crescere in te orgoglio ed acredine perchè ci saranno sempre persone più in basso o più in alto di te. GIOISCI dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. Coltiva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. Sii prudente nei tuoi affari perchè il mondo è pieno di tranelli, ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù.
SII TE STESSO: soprattutto NON FINGERE NEGLI AFFETTI e neppure sii cinico riguardo all’amore, poichè, a dispetto di tutte le aridità e le disillusioni, esso è perenne come l’erba. Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna, ma non tormentarti con l’immaginazione: molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti si stia schiudendo come dovrebbe. Perciò sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca, e qualsiasi siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo. Fai attenzione, CERCA DI ESSERE FELICE.”

( Iscrizione trovata nell’”Antica chiesa di San Paolo”, Baltimora 1692 )


cash and experience

luglio 30, 2009

In the business world, everyone is paid in two coins: cash and experience. Take the experience first; the cash will come later.

Geneen, Harold S.


Canto de Ossanha

luglio 3, 2009

Canto de Ossanha
(Baden Powell / Vinícius de Moraes)

O homem que diz “dou” não dá,
Porque quem dá mesmo não diz
O homem que diz “vou” não vai,
Porque quando foi já não quis
O homem que diz “sou” não é,
Porque quem é mesmo é “não sou”
O homem que diz “tô” não tá,
Porque ninguém tá quando quer
Coitado do homem que cai
No canto de Ossanha, traidor
Coitado do homem que vai
Atrás de mandinga de amor

Vai, vai, vai, vai, não vou
Vai, vai, vai, vai, não vou
Vai, vai, vai, vai, não vou
Vai, vai, vai, vai, não vou
Não vou, que eu não sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Não, eu só vou se for pra ver uma estrela aparecer
Na manhã de um novo amor

Amigo senhor, saravá,
Xangô me mandou lhe dizer
Se é canto de Ossanha, não vá,
Que muito vai se arrepender
Pergunte ao seu Orixá,
O amor só é bom se doer
Pergunte ao seu Orixá
O amor só é bom se doer

Vai, vai, vai, vai, amar
Vai, vai, vai, sofrer
Vai, vai, vai, vai, chorar
Vai, vai, vai, dizer
Que eu não sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Não, eu só vou se for pra ver
Uma estrela aparecer
Na manhã de um novo amor

Chi dice “do” non dà,
Perché chi dà veramente non lo dice
Chi dice “vado” non va,
Perché quando se ne è andato non voleva
Chi dice “sono” non è,
Perché chi è davvero, è (dice) “non sono”
Chi dice “resto” non resta,
Perché nessuno resta quando vuole
Attento a chi cade
Nel canto di Ossanha traditore
Attento a chi va
Dietro alle malie dell’amore

Fai, fai, fai, non lo farò
Fai, fai, fai, non lo farò
Fai, fai, fai, non lo farò
Fai, fai, fai, non lo farò
Non lo farò perché io non sono nessuno per mettermi
A parlare di dimenticare
La tristezza di un amore che se ne è andato
No, lo farei solo se vedessi
Apparire una stella
Nel mattino di un nuovo amore

Signore, amico mio, saravá
Xangô mi ha mandato a dirti
Che se si tratta di un canto di Ossanha non va (bene)
Che te ne pentirai amaramente
Chiedi al tuo orixá
L’amore è buono solo se fa male

Amerai
Soffrirai
Piangerai
Dirai
Che io non sono nessuno per mettermi
A parlare di dimenticare
La tristezza di un amore che se ne è andato
No, lo farei solo se vedessi
Apparire una stella
Nel mattino di un nuovo amore


amico mio

giugno 21, 2009

Amico mio, io non sono ciò che sembro.
L’apparenza è come un abito che indosso,
un abito che protegge me dai tuoi interrogativi
e te dalle mie negligenze.
Amico mio, l’ “io” dimora in me nella casa del silenzio
e lì rimarrà per sempre,
impercettibile e inavvicinabile.
Non voglio che tu creda ciecamente in ciò
che dico o faccio, le mie parole e le mie azioni infatti
non sono altro che i tuoi pensieri e le tue speranze resi tangibili.
Quando tu dici “Il vento spira verso est”,
io confermo “Sì, spira proprio in quella direzione”;
perchè non voglio che tu sappia che la mia mente
non dimora nel vento ma nel mare.
Tu non puoi capire i miei pensieri
trasportati dalle onde, nè voglio che tu lo faccia.
Preferisco navigare da solo.
Quando da te è giorno , da me è notte;
e pure descrivo il mezzogiorno che danza sulle colline e
la furtiva ombra purpurea che attraversa la valle;
perchè tu non puoi udire il canto della mia oscurità
Nè vedere il battito delle mie ali contro le stelle;
del resto, meglio così.
Rimarrò solo con la mia notte.
Quando tu ascendi al Paradiso,
io scendo dall’inferno;
e quando, dalla riva opposta del golfo che ci separa,
mi chiami: “compagno, amico “,
a mia volta ti chiamo “compagno, amico “
poiché non voglio che tu veda il mio Inferno.
La fiamma ti brucerebbe gli occhi
e il fumo ti invaderebbe le narici.
E io amo troppo il mio Inferno per fartelo visitare.
Resterò all’Inferno da solo.
Tu ami la Verità,
la Bellezza,
la Giustizia
e io per amor tuo dico che amare è giusto e decoroso,
anche se dentro di me rido del tuo amore.
Ma non voglio che tu lo veda.
Riderò da solo.
Amico mio, tu sei buono, cauto e saggio,
certo , sei perfetto.
Anch’io, benchè sia pazzo,
quando parlo con te lo faccio con saggezza e con cautela,
mascherando la mia pazzia.
Sarò pazzo da solo.
Amico o nemico che tu sia,
come posso farti capire?
Anche se camminiamo insieme,
mano nella mano, la mia strada non è la tua.
Kahlil Gibran


my favourite shot

giugno 8, 2009

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uno sguardo al mio mare…

giugno 8, 2009

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Uno sguardo al mio mare, ma contavo i giorni per non morire, lontano amore, quanto aspettare, quanto soffrire.

Eri una luce che splendeva a giorno ora sei il buio delle tenebre. Come può uno splendido sorriso essere privo di luce? Forse perché privo di cuore?

Ti amerò anche quando non te ne accorgerai, sarò tra il cuscino e la tua guancia nella notte, danzerò con i tuoi sogni, ti parlerò come la luna parla alle stelle, ti bacerò come il vento bacia le onde del mare, ma non mi vedrai: di fronte all’amore si è come di fronte a un’eclissi di sole.

Lievi, in una bolla di sapone ho racchiuso mille illusioni. Ho lasciato che raggiungessero il cielo e te le ho dedicate. Non saprai forse mai, quanto il mio cuore sappia sognare…

Profumava d’amore la nostra poesia,
adesso tristezza,
viveva di complicità la nostra poesia,
adesso malinconia


nitidezza?

marzo 29, 2009

Mi fanno proprio ridere le fisime di certuni a proposito della tecnica fotografica e che si traducono in un gusto smodato per la nitidezza dell’immagine. Cos’è una passione da pignoli per le minuzie o speranza che il reale si arrenda ai loro trompe-l’oeil? Mi sembrano lontani dalla verità quanto lo erano quelli della generazione precedente che camuffavano i loro aneddoti con un flou che passava per artistico.

L’Immaginario dal Vero – Henri Cartier-Bresson


Robert Doisneau, Kiss by the Hotel de Ville,1950

marzo 18, 2009

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« Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. » (Robert Doisneau)


senza parole

marzo 18, 2009

SENZA PAROLE


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